Pari opportunità - Diversità e inclusione
In tutte le sue azioni, la SUPSI mira a garantire un ambiente di studio e di lavoro rispettoso delle pari opportunità e di tutte le differenze, per offrire a ciascuna persona un’istruzione universitaria e un percorso professionale accessibile e di alta qualità. Alcune iniziative includono ad esempio la promozione della parità linguistica e la creazione di spazi inclusivi. Stiamo inoltre rafforzando il nostro impegno con misure dedicate all’uguaglianza delle persone LGBTQIA+ e con progetti volti a favorire l’inclusione professionale delle persone con disabilità.
L’utilizzo della lingua è preponderante nella costruzione delle rappresentazioni della persona e oggi è più che mai importante che rifletta in maniera oggettiva la realtà, in modo che le persone possano sentirsi equamente rappresentate.
La SUPSI promuove una comunicazione attenta alle differenze e sostiene l’utilizzo di una lingua ampia e inclusiva per tutte le persone, indipendentemente dall’identità di genere, dall’età, l’origine, la disabilità, l’appartenenza religiosa, ecc.
La lingua non è immutabile: evolve con il tempo, riflette i nostri valori e l'organizzazione della società. Inoltre, veicola dei messaggi ed è quindi opportuno utilizzarla consapevolmente e in modo corretto. La SUPSI, consapevole della dinamicità della lingua italiana, segue attentamente il progresso linguistico nell’ottica di soluzioni grammaticalmente inclusive, efficaci e rappresentative di tutte le persone.
Valorizzare le differenze, significa dare un chiaro segnale che tutte le professioni e tutte le funzioni possono essere esercitate e ricoperte indipendentemente dall’appartenenza di genere. Si consiglia quindi l’utilizzo di vocaboli neutri o collettivi (“personale” anziché “collaboratori” o “collaboratrici”) oppure, con moderazione, di impiegare formulazioni passive e impersonali. Qualora questo non sia possibile oppure sia rilevante menzionare il genere, si suggerisce di renderlo esplicito, dando egual spazio al genere maschile e femminile (“collaboratori e collaboratrici”). Si raccomanda ad ogni modo di evitare l’utilizzo del maschile erroneamente definito neutro per riferirsi ad entrambi i generi.
Inoltre, ogni qualvolta ci si riferisce alle persone con disabilità, riservata la specifica terminologia di settore (medico, assicurativo, eccetera), è opportuno anteporre il soggetto alla disabilità stessa, cercando di evitare l’uso generalizzato di concetti ormai abusati, e comunque delicati, come “diversamente abile” o “portatore di handicap”. Si invita quindi, in termini generali, all’utilizzo dell’espressione “persona con disabilità”.
La SUPSI promuove una comunicazione attenta alle differenze e sostiene l’utilizzo di una lingua ampia e inclusiva per tutte le persone, indipendentemente dall’identità di genere, dall’età, l’origine, la disabilità, l’appartenenza religiosa, ecc.
La lingua non è immutabile: evolve con il tempo, riflette i nostri valori e l'organizzazione della società. Inoltre, veicola dei messaggi ed è quindi opportuno utilizzarla consapevolmente e in modo corretto. La SUPSI, consapevole della dinamicità della lingua italiana, segue attentamente il progresso linguistico nell’ottica di soluzioni grammaticalmente inclusive, efficaci e rappresentative di tutte le persone.
Valorizzare le differenze, significa dare un chiaro segnale che tutte le professioni e tutte le funzioni possono essere esercitate e ricoperte indipendentemente dall’appartenenza di genere. Si consiglia quindi l’utilizzo di vocaboli neutri o collettivi (“personale” anziché “collaboratori” o “collaboratrici”) oppure, con moderazione, di impiegare formulazioni passive e impersonali. Qualora questo non sia possibile oppure sia rilevante menzionare il genere, si suggerisce di renderlo esplicito, dando egual spazio al genere maschile e femminile (“collaboratori e collaboratrici”). Si raccomanda ad ogni modo di evitare l’utilizzo del maschile erroneamente definito neutro per riferirsi ad entrambi i generi.
Inoltre, ogni qualvolta ci si riferisce alle persone con disabilità, riservata la specifica terminologia di settore (medico, assicurativo, eccetera), è opportuno anteporre il soggetto alla disabilità stessa, cercando di evitare l’uso generalizzato di concetti ormai abusati, e comunque delicati, come “diversamente abile” o “portatore di handicap”. Si invita quindi, in termini generali, all’utilizzo dell’espressione “persona con disabilità”.
Al fine di garantire il benessere di tutto il personale e la tutela della privacy di ciascuna persona, la SUPSI promuove delle misure concrete per lo sviluppo di spazi inclusivi.
Sale allattamento
Per le madri allattanti, sono a disposizione delle Sale allattamento presenti nelle diverse sedi della SUPSI.
All Gender Toilette
In ciascuna sede SUPSI è presente almeno una “All Gender Toilette”, accessibile a tutte le persone indipendentemente dalla propria identità di genere e con una disabilità o difficoltà motoria.
Kit toilette donne
La SUPSI mette a disposizione, nelle sue sedi, dei distributori con assorbenti esterni e/o tamponi, utili per le situazioni di necessità e/o di emergenza.
Sale allattamento
Per le madri allattanti, sono a disposizione delle Sale allattamento presenti nelle diverse sedi della SUPSI.
All Gender Toilette
In ciascuna sede SUPSI è presente almeno una “All Gender Toilette”, accessibile a tutte le persone indipendentemente dalla propria identità di genere e con una disabilità o difficoltà motoria.
Kit toilette donne
La SUPSI mette a disposizione, nelle sue sedi, dei distributori con assorbenti esterni e/o tamponi, utili per le situazioni di necessità e/o di emergenza.